I 7 principali errori che le aziende dovrebbero evitare quando creano un piano di disaster recovery
- Cecilia Veloz
- 1 nov 2025
- Tempo di lettura: 2 min

Un piano di disaster recovery (DRP) ben strutturato può fare la differenza tra la sopravvivenza e il fallimento di un'azienda dopo una crisi. Ecco i sette principali errori che le aziende dovrebbero evitare nello sviluppo del loro DRP:
Mancata esecuzione di una valutazione del rischio
Molte aziende si lanciano nella pianificazione senza prima identificare i rischi. Il piano potrebbe risultare inefficace o incompleto senza comprendere le potenziali minacce, come attacchi informatici, calamità naturali o interruzioni di corrente.
Non dare priorità alle funzioni aziendali critiche
Le aziende spesso creano piani di ripristino generici, senza concentrarsi sulle operazioni essenziali. L'identificazione di processi e sistemi mission-critical garantisce un'allocazione efficace delle risorse per ridurre al minimo i tempi di inattività.
Trascurare il backup dei dati e la ridondanza
Un backup dei dati inadeguato è un'insidia comune. Le aziende dovrebbero implementare backup automatici, off-site e basati su cloud per proteggersi dalla perdita di dati dovuta a guasti di sistema, attacchi informatici o calamità naturali.
Mancanza di formazione e consapevolezza dei dipendenti
Un piano di disaster recovery è efficace quanto le persone che lo mettono in atto. Anche il piano migliore fallirà se i dipendenti non sono consapevoli dei propri ruoli. Formazione ed esercitazioni regolari contribuiscono a garantire una risposta rapida e coordinata.
Ignorare la comunicazione e il coordinamento
Una comunicazione chiara è fondamentale durante una crisi. Senza un piano di comunicazione strutturato, che includa metodi di contatto di riserva, dipendenti, clienti e stakeholder potrebbero rimanere all'oscuro, creando caos e confusione.
Non testare e aggiornare regolarmente il piano
Un DRP dovrebbe essere testato attraverso simulazioni ed esercitazioni pratiche per identificare i punti deboli. Non aggiornare il piano con l'evoluzione della tecnologia, delle operazioni aziendali e delle minacce può renderlo obsoleto.
Sottovalutare i tempi di inattività e i costi di ripristino
Alcune aziende danno per scontato di poter riprendere rapidamente le attività senza valutare l'impatto finanziario dei tempi di inattività. Una stima realistica dei tempi di ripristino e dei costi associati aiuta le aziende ad allocare risorse e coperture assicurative adeguate.
Evitando questi errori, le aziende possono rafforzare la propria resilienza e aumentare le possibilità di sopravvivere alle interruzioni.
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